Cosa succederebbe se l’abitante di un ipotetico mondo bidimensionale entrasse in contatto con un abitante del mondo in 3D?
Cerca di spiegarlo la narrazione collettiva che avrà luogo a FLATLANDIA (dal titolo del racconto fantastico di Edwin A. Abbot), nello spazio di RGB46 in Piazza Santa Maria Liberatrice a Testaccio.
Affrontando il quesito paradossale dal punto di vista della relatività artistica, la rassegna mette a nudo i pregiudizi dello sguardo di fronte alle opere d’arte, facendo sentire lo spettatore un po’ come il quadrato che racconta agli abitanti di Flatlandia come è fatta una sfera.
Se il supporto è piatto, le dimensioni che esso può ospitare sono infinite.
Tra gli artisti che esporranno la loro visione dell’arte more geometrico demonstrata ci sarà anche BOL23rec, conosciutoalla nostra community col nome di BOL23 per le sue opere e per il suo orientamento street.
Leggiamo alcune delle dichiarazioni d’intenti di FLATLANDIA:
FLATLANDIA cercherà di superare la bidimensionalità della superficie per rimandare ad una vasta e variegata quantità di immaginari.
FLATLANDIA è un contenitore/raccoglitore usato oltre il limite di capienza massima.
FLATLANDIA è un’iniziativa open-source nata per creare una zona fertile attorno al mondo della progettazione.
FLATLANDIA è un liquido che modifica la propria superficie sulla base dei concetti che nel tempo vanno aggiungendosi.
FLATLANDIA punta l’attenzione sulle relazioni che si instaurano tra le discipline creative, riunisce diverse figure sullo stesso progetto.
FLATLANDIA è —————————————————————————————————————————
FLATLANDIA è un supporto per spazio ai progetti che parlano ma non vogliono urlare.
FLATLANDIA lavora sulla sinergia che si crea tra i progetti. Crediamo che il valore di un lavoro sia proporzionale alla diversità delle discipline che vi partecipano.
FLATLANDIA pone la molteplicità progettuale come cardine e vuole trasmettere gli attributi formali e concettuali di cui i progetti sono portatori.
FLATLANDIA fa suo un approccio olistico: chiedendo ai collaboratori di considerare sempre il progetto nella sua globalità, prevede di ottenere risultati armonici.
FLATLANDIA chiede a tutti i suoi collaboratori: consapevolezza, rigore, passione, poiché questa è la premessa per lavorare assieme e non dover sempre guardare indietro.
Affascinante, non c’è che dire. Non resta che andare a vedere, sperando di essere, col nostro sguardo di abitanti dello spazio generico, almeno delle sfere che scoprono la quinta o l’ennesima dimensione (la quarta è già conosciuta, ed è il tempo, è il caso di sottolinearlo).
Qui per partecipare.
Scritto da Daniela Ranieri





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qui trovate un album con le foto delle opere e del vernissage:
http://www.facebook.com/event.php?eid=189607953064#/album.php?aid=117603&id=67446275948