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Pubblicità=verità
maggio 22nd, 2009 at 12:09Una cosa è certa, tutte queste pubblicità hanno ottenuto un risultato. Vinto forse no, ma hanno fatto parlare di sé (non è vero che questa è una vittoria).
Da persona che lavora nella pubblicità, sarei ben fiero di vedere un mio lavoro fotografato e commentato in internet. Spingere una persona a prendere il telefonino e fotografare un’opera (a volte opera d’arte) è un bel risultato. Leggere commenti positivi una gratificazione. Rilevare un incremento delle vendite del prodotto reclamizzato… be’ quella sì che è una vittoria!
L’ego del pubblicitario, tuttavia, si ferma troppo spesso solo alla rilevazione del primo risultato…
Italiani all’estero: come ci vedono, come ci vediamo
maggio 15th, 2009 at 10:55per dirla alla Troisi, “ma un napoletano non può viaggiare? deve essere per forza emigrante?”
Tendenze disruptive
febbraio 27th, 2009 at 18:43Ciao Maddalena.
Belle riflessioni. Se ne potrebbe parlare a lungo.
A mio avviso la sincerità paga sempre. E direi che è diventata un requisito fondamentale.
Il consumatore/prosumer (o consumATTORE o consumAUTORE) si è fatto intelligente, smaliziato, furbo… attivo.
Guarda quanto accaduto di recente a RyanAir
http://blogs4biz.libero.it/2009/ryan-air-ai-blogger-idioti-e-lunatici/
Un suo commento finto/anonimo è stato immediatamente smascherato ed ha scatenato un lungo tam tam negativo.
Non era sufficiente un più semplice “ci siamo sbagliati, grazie della dritta”?
Per quanto riguarda la pagina fan.
Be’, perché no?, se non esistono si possono creare.
L’importante, secondo me, è non pretendere che diventino popolate e famose in pochi giorni, dando vita a fastidiosi e falsissimi word of mouth.
Questo dovrebbe essere il più spontaneo possibile.
Può essere innescato, ma poi deve andare da solo.
Se non va, vuol dire che il prodotto non ha appeal e non funziona. Quindi meglio non insistere…
Condivisione e memoria
febbraio 16th, 2009 at 16:39faccio un passo indietro.
@ cinzia campisano:
ti consiglio di togliere i tuoi racconti da facebook.
Non so se hai letto ma sono cambiate le politiche di utilizzo:
http://www.giovy.it/2009/02/16/attenzione-facebook-nuove-condizioni-utilizzo-vessatorie/
In pratica, i tuoi racconti diventano di loro proprietà.
Meglio rimuoverli, no?
Cosa ci faccio qui?
febbraio 12th, 2009 at 18:36Touché!
Mi rendo conto che tutto adesso potrà sembrarti ancora vago… ma resta connessa! Ogni giorno ti (anzi, vi) sveleremo qualcosa in più…
Vi chiederemo di partecipare attivamente, di aiutarci, darci contributi… conversare!
Insomma, stay tuned!