Nstreet ha cominciato a popolarsi di strani personaggi in parrucca e vestiti acrilici, in pose marziali e pop.
Si tratta di video di Cosplay. Ci siamo documentati in rete: con le sue 50 mila pagine web visitate ogni giorno da un target commerciale che va dai 14 ai 35 anni, Satyrnet è uno dei portali di riferimento per i giovani appassionati di animazione, fumetto, cinema e nuove tecnologie. Al sito principale, composto da oltre 20mila pagine, sono collegati altri siti che formano un network in grado di raggiungere diverse tipologie di utenti: dal mondo manga (www.aulamanga.it è il sito più visitato in Italia dagli amanti del settore), alla fantascienza (www.starwarsitalia.it), al fenomeno emergente del cosplay (con il sito www.cosplayitalia.com) . A questi si aggiungono altri domini in grado di raggiungere invece un pubblico targettizzato per interessi specifici.
Abbiamo incontrato Gianluca Falletta, 28 anni, Presidente di Satyrnet.
D: Cos’è Satyrnet? Quando è nata e da quante persone è composto il suo staff?
R: Il network Satyrnet altro non è che la proiezione sul web del lavoro di un team di persone che hanno fondato e fatto crescere l’omonima Associazione culturale Satyrnet, nata nel 1999 e con alle spalle oramai anni di esperienza nell’ organizzazione di importanti eventi promozionali e manifestazioni tematiche in tutta Italia. Il nostro consiglio direttivo è composto da 5 persone ma contiamo tra collaboratori, frelance e redattori circa una ventina di persone.
Satyrnet si annuncia come “il portale del divertimento”, e racchiude vari mondi (musica, cinema, libri, game..). Entrandoci si respira subito un’aria fresca, da agenda del liceo in versione web 2.0. Mi confermi questa intenzione?
Satyrnet nasce già nel 1999 come “ sito 2.0 ante litteram”, nel senso che sin dalla sua prima stesura, il portale è cresciuto sostanzialmente con il contributo attivo dei suoi visitatori, i loro articoli, le loro recensioni e i loro speciali. Certo il linguaggio html di un tempo consentiva una “pubblicazione” di questo materiale in maniera più laboriosa di quanto il php ci da oggi.
Quando vi siete accorti che la moda del Cosplay, dopo avere invaso il mondo off line delle fiere dei fumetti, stava colonizzando il web?
Satyrnet è formata da appassionati che frequentano da sempre gli eventi di settore italiani, ancor prima di diventarne organizzatori. Per questo abbiamo seguito il fenomeno cosplay sin dalle sue prime espressioni: si può dire che Satyrnet sia cresciuto con esso. Per questo è venuto abbastanza naturale inserirlo nel portale monitorando mano a mano i siti e le community che i singoli appassionati creavano sulla rete.
Voi segnalate eventi e siete sempre “sul pezzo”: avete una redazione? Dove prendete le info? Andate personalmente a seguire gli eventi?
Proprio per la filosofia di Satyrnet, noi non abbiamo una redazione vera e propria, la definirei invece “diffusa”: comunichiamo attraverso mail, forum o grazie ai social network, in modo da essere sempre – o quasi – coordinati verso un obiettivo. In più siamo in costante contatto con le varie case editrici, major e publisher internazionali in modo da avere sempre, anche in esclusiva, news aggiornate sui nuovi prodotti. Per quanto riguarda gli eventi sul territorio italiano, gli stessi utenti “stanno sul pezzo” e fanno si che Satyrnet sia costantemente aggiornato su quello che succede.
Avete anche organizzato degli eventi: di quanto budget disponete? O sono per lo più eventi low cost in cui tutto è affidato alla fantasia dei partecipanti?
Da Romics al Festival Internazionale di Varchi, dal Cartoonday al Festival Com.on: negli ultimi anni il team di Satyrnet ha ideato, collaborato, creato ad hoc per ogni singolo cliente una innumerevole serie di manifestazioni artistiche e culturali, collezionando partner importanti come Sony Entertainment, Upper Deck, Konami, Examedia, Rai, Filmmaster. Cerchiamo di calibrare le proposte creative e produttive secondo i budget dei committenti riuscendo a creare eventi dal sapore “internazionale” anche con budget ridotti.
Quanti accessi avete?
Oscilliamo molto, diciamo che nei giorni “normali” abbiamo una media di 8-9 mila hit giornaliere, durante gli eventi, come Romics per esempio, possiamo tranquillamente toccare i 90mila giornalieri.
Qual è la fascia di età che a tuo parere è più interessata a Satyrnet?
Qualche anno fa avrei detto un target commerciale tra i 15 e i 20 anni, ora, come ho già precedentemente indicato, direi che il taglio si è ampliato verso un pubblico più maturo, fino ai 35 anni: abbiamo infatti realizzato iniziative – online e reali – che hanno un gusto più adulto. Tali iniziative, ovviamente, hanno accresciuto il numero di accessi.
Ci spieghi questa febbre del Cosplay?
Potrei scriverne per pagine e pagine: speriamo di poter dedicare uno speciale di Nstreet solo al Cosplay. Comunque, il fenomeno nasce nei prima anni 80 nelle fiere di settore nipponiche grazie alla serie Lamu; sbarca invece in Italia a metà degli anni 90 soprattutto cavalcando alcune saghe di fantascienza (Star Wars, Star Trek e Gundam). Da quel momento il fenomeno cresce a dismisura, sia dal punto di vista “artistico / creativo” che da quello sociale. Di pari passo nascono eventi, manifestazioni e fiere dedicate al fenomeno, tanto che oggi, ogni weekend, si può trovare in giro per l’Italia un evento di settore.
Quali sono in Italia gli eventi più rilevanti in tema di giochi di ruolo e cosplay?
In primis direi la notissima fiera Lucca Comics e Games, vero ombelico del mondo per gli appassionati: un evento mastodontico che coinvolge ogni prima settimana di Novembre tutta la cittadina toscana. Comunque a poca distanza si piazza Romics, il Festival internazionale del Fumetto e dell’Animazione, del quale Satyrnet da anni è partner organizzativo.
Fino a un po’ di tempo fa, si tendeva a separare i mondi della cultura in alti e bassi. In Satyrnet convivono sfere di produzioni culturali molto eterogenee: credi che sia un segno di un cambiamento di paradigma?
Non vorrei essere così categorico ma rilancio la domanda: “Esiste ancora un paradigma universale che definisca la produzione culturale?”. Francamente non credo che, in un panorama fortemente globalizzato nel quale la produzione si basa totalmente sulla crossmedialità, si possano creare categorie distinte e universali per descrivere la “Cultura”.
Per quanto riguarda Satyrnet, mi permetto di fare una citazione abbastanza scontata, ma che rende l’idea sulla filosofia che sta alla base delle nostre scelte di pubblicazione / promozione:
“Non importa che tu sia Leone o Gazzella, l’importante è che corri …”
Avete un account su Nstreet. Quali esperienze avete caricato?
Abbiamo caricato un video riguardante la presenza di alcuni cosplayer durante l’evento Amref – Poste Italiane, realizzato da K-events Filmmaster Group, lo scorso 11 Gennaio a Roma. Un’iniziativa benefica in cui si potevano portare ad Amref i “regali di Natale indesiderati”: tali doni sono stati messi all’asta e il ricavato donato per la realizzazione di alcune opere umanitaria per le popolazioni dell’Africa. Il tutto ovviamente condito da un mega evento con comici famosi, artisti e cantanti, per una maratona di quasi 10 ore di Show. All’interno di questa manifestazione, Satyrnet ha curato la parte intrattenimento per i bambini che hanno potuto così conoscere “dal vivo” i loro eroi mediatici: Spiderman, Winx, Dragon Ball, Batman e Star Wars.
Credi che interpretare un personaggio che non appartiene al mondo reale, e che quindi non compie azioni che possono essere giuste o sbagliate, sia definibile come una tendenza perché qualcosa di deresponsabilizzante e rassicurante?
Forse è qualcosa di più. Il cosplay potrebbe anche definirsi un’arte, un’espressione creativa che porta gli appassionati a creare qualcosa che non esiste o, per lo meno, che non è stata pensata per essere tangibile. I costumi dei cosplayer sono frutto, dunque, di un sapiente mix tra passione e inventiva: molti costumi da “cartone animato”, infatti, sono così inverosimili che per renderli “reali” serve un lavoro inaudito. Senza dimenticare che cosplay vuol dire anche interpretazione: è meraviglioso vedere come i fruitori di questo fenomeno riescano a calarsi nei vari personaggi ricreando le scene originali dalle quali sono stati tratti oppure inventando di sana pianta nuove situazioni in cui inserire magari personaggi di serie diverse in un contesto ex novo.
Scritto da Daniela Ranieri




Anche il mio sogno segreto è vestirmi da Lady Oscar…e in alta uniforme, ovviamente!
che delusione che la Ikeda sia così gelosa del suo splendido personaggio, non le si addice!
^__^
La cosa mi preoccupa non poco visto che sono io, a volermi vestire da Lady Ocar ( e l’ho fatto in tempi insospettabili…)
Grazie Gianluca!
a parte il fatto che dal titolo sembrerebbe che mi sono vestito da Lady Oscar … grazie dell’opportunità! Piccola curiosità, in Giappone è illegale vestirsi dal celebre personaggio di Riyoko Ikeda. L’autrice infatti ha vietato al popolo cosplay nipponico di creare i costumi legati alla saga di Berusaiyu no Bara per non violare il copyright